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Il Flatiron Building si risveglia: dopo 7 anni di impalcature, l’icona di New York torna a brillare

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Per quasi sette anni nessuno ha potuto vederlo. Impalcature, reti, polvere. Il Flatiron Building — il grattacielo a forma di ferro da stiro che tutti fotografano a Manhattan — era sparito dietro un velo grigio. Ora è tornato.

E non è solo una pulizia. Il Flatiron è rinato. Illuminato per la prima volta nella sua storia di 124 anni, con luci LED che ne disegnano la silhouette di notte. La facciata in terracotta e calcare, con i suoi leoni e aquile scolpiti, è stata restaurata pezzo per pezzo. Un artigiano ha replicato e reinstallato a mano migliaia di frammenti originari.

Ma la novità più grande è un’altra. L’edificio che Daniel Burnham progettò nel 1902 come palazzo per uffici si trasforma in palazzo residenziale. Trentasei appartamenti. Prezzi da 14,8 a 58,5 milioni di dollari. Qualcuno copre un intero piano.

Il progetto è della Brodsky Organization con Sorgente Group. Gli interni sono di Studio Sofield, che ha recuperato ringhiere storiche, ferri battuti e mosaici di marmo originale trovati durante i lavori. Niente di finto: tutto autentico, restaurato, reinserito.

La hall vecchia — quella volta a botte che attraversava l’edificio da Broadway a Fifth Avenue — diventerà un caffè pubblico. E al piano interrato: piscina, spa, sala biliardo, lounge con pianoforte.

Quattordici dei trentasei appartamenti sono già venduti. I primi residenti entreranno questo autunno.

Il Flatiron ha avuto molte vite. Da folia architettonica a landmark amato da turisti e newyorkesi. Da ufficio della Macmillan a simbolo di una città che non smette mai di reinventarsi.

Adesso inizia la sua terza vita. Quella in cui, per la prima volta, qualcuno ci vivrà dentro.

Se passate da Fifth Avenue e 23rd Street, alzate gli occhi. Il ferro da stiro più famoso del mondo ha di nuovo un volto. E di notte, finalmente, brilla.

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