Toni Venturato

Scrittore, giornalista, New York storyteller

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LA RASSEGNA STANCA – NON STAMPA – DI TONI VENTURATO

LA RASSEGNA STANCA Si chiamava Cookie. Un nome che sa di biscotto caldo e infanzia, ma lei dormiva per strada a Phoenix, Arizona. Bob Schober, un imprenditore che ha fatto…

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Luglio 10, 2026
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New York blocca gli affitti: un milione di case congelate

Un milione di case, un solo voto: New York blocca gli affitti Il 25 giugno 2026 il Rent Guidelines Board di New York ha preso una decisione storica. Niente aumenti.…

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Giugno 27, 2026
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LA RASSEGNA STANCA – NON STAMPA – DI TONI VENTURATO

Ha detto sì. E quel sì ha attraversato il mare. Giorgio è uno studente di Medicina al terzo anno dell’università Kore di Enna, originario di Ragusa. Durante il tirocinio in…

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Agosto 11, 2026
  • Un piccolo parco recintato con aiuole verdi e alberi, il Minetta Green, in una stradina del Greenwich Village a New York
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    Il fiume che scorre ancora sotto il Greenwich Village

    Ottobre 14, 2026 /

    Sotto il Greenwich Village, in questo momento, scorre un fiume che nessuno vede. Non un rigagnolo. Un torrente vero, con la sua acqua che continua a muoversi nel buio, dentro tubi di ferro e di mattoni, sotto le strade e i palazzi. Lo chiamavano Minetta Brook. E non è mai morto. Andiamo con ordine. Prima che New York diventasse New York, quest’isola era tutta acqua. Stagni, sorgenti, ruscelli. Uno dei più belli nasceva a nord, scendeva lungo quella che oggi è Fifth Avenue, poi tagliava dritto verso ovest attraverso il Village, e andava a buttarsi nell’Hudson. I primi a dargli un nome, pare, furono i nativi. Pare che lo chiamassero…

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    Il Canto degli Uccelli ha un Segreto: Otto Note per Tutta la Musica del Mondo

    Luglio 27, 2026
  • Una stanza dalle pareti bianche interamente riempita di terra scura, dal pavimento fino a un parapetto di vetro, nella New York Earth Room di SoHo
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    Il loft di New York che tiene la terra dentro casa

    Ottobre 12, 2026 /

    Nel cuore di SoHo, al secondo piano di un palazzo in mattoni, c’è un appartamento pieno di terra. Non un vaso. Non un orto. Un intero pavimento coperto da circa duecento metri cubi di terriccio, steso in modo perfetto, da muro a muro. E sta lì da quasi cinquant’anni. Si chiama New York Earth Room. E nessuno la restaura. Nessuno la tocca. Solo la mantengono. Andiamo con ordine. L’idea è di un artista americano, Walter De Maria. Un tipo che faceva arte con la terra, i fulmini, il silenzio. Nel 1977 affitta questo loft al 141 di Wooster Street. E decide di fare una cosa stranissima. Riempire la stanza di…

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    Immagine medica - cervello e tecnologia - doppio bypass neurale

    LA RASSEGNA STANCA – NON STAMPA – DI TONI VENTURATO

    Luglio 23, 2026
  • Il lucernario e le volte piastrellate della stazione abbandonata di City Hall a New York
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    La stazione nascosta sotto il Municipio di New York

    Ottobre 11, 2026 /

    Sotto il Municipio di New York c’è una stanza che sembra una chiesa, e quasi nessuno sa che esiste. Ha volte piastrellate, lucernari di vetro colorato, lampadari di ottone. La chiamano la cattedrale della metropolitana. È la stazione più bella che New York abbia mai costruito. Ed è chiusa da ottant’anni. Andiamo con ordine. Era il 27 ottobre 1904. Quel giorno New York inaugurò la sua prima linea di metropolitana. E la stazione più importante, la gioiello del sistema, era proprio lì: City Hall. L’avevano disegnata come se fosse un salone. Perché la metropolitana, in quegli anni, non era solo un mezzo di trasporto. Era una promessa. Il futuro. E…

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    Agosto 6, 2026
  • L'obelisco egizio chiamato Ago di Cleopatra a Central Park, New York
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    Il pezzo d’Egitto che New York sta consumando in fretta

    Ottobre 10, 2026 /

    In mezzo a Central Park c’è un pezzo d’Egitto che ha tremila e cinquecento anni. Nessuno ci fa caso. La gente ci passa accanto, va a correre, porta i cani a fare i bisogni. E non sa che sta camminando accanto alla cosa più antica che New York possiede. Si chiama obelisco. Lo chiamano Ago di Cleopatra, anche se con Cleopatra non c’entra niente. Andiamo con ordine. L’obelisco nasce intorno al 1475 avanti Cristo. Lo fece scolpire il faraone Thutmose III, da un unico blocco di granito rosso. Sessantanove piedi di pietra, duecentoquaranta tonnellate. Un solo pezzo. Per più di tremila anni è rimasto lì, a Eliopoli, poi ad Alessandria.…

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    Agosto 13, 2026
  • Il monumento alla USS Maine con la statua dorata di Columbia Triumphant in cima, a Columbus Circle, New York
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    Il monumento che New York si dimenticò davanti agli occhi

    Ottobre 9, 2026 /

    C’è un monumento, a due passi da Central Park, che quasi nessuno guarda più. Sta a Columbus Circle. In cima ha una statua dorata. È alto quanto un palazzo di cinque piani. E ogni giorno decine di migliaia di persone ci passano accanto senza alzare gli occhi. È il monumento alla USS Maine. E la sua storia comincia con un boato, in una notte, lontano da New York. 15 febbraio 1898. Il porto dell’Avana, a Cuba. La corazzata americana USS Maine è lì, in visita, nell’ultimo avamposto di un impero spagnolo che sta finendo. Alle nove e quaranta di sera, un’esplosione. L’enorme nave si squarcia in due. Affonda in pochi…

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  • Una poiana codarossa di nome Pale Male appollaiata su un ramo a Central Park, New York
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    Il falco che sconfisse i miliardari di Fifth Avenue

    Ottobre 7, 2026 /

    In una strada di palazzi miliardari, per vent’anni, ha vissuto un inquilino che non pagava l’affitto. Un falco. Una poiana codarossa. Lo chiamavano Pale Male. E nessuno riuscì mai a mandarlo via. La storia comincia nel 1991. Un giovane falco compare a Central Park. I birdwatcher lo notano subito: è di un colore più chiaro del normale. Pallido. Da lì, il nome. Per anni Pale Male gira libero. Caccia. Vive. Poi, all’inizio degli anni Novanta, fa una scelta che nessun altro falco aveva fatto. Decide di mettere su casa a Fifth Avenue. Sul cornicione del 927, un palazzo elegante, di quelli con i portieri e gli ascensori silenziosi. Lì costruisce…

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    Luglio 22, 2026

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    Luglio 26, 2026
  • La facciata in mattoni scuri di 58 Joralemon Street a Brooklyn Heights, con finestre nere dipinte e ingresso che sembra una casa ma nasconde una ventola della metropolitana
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    In una strada bella di Brooklyn Heights c’è una casa che non esiste. La vedi e ci credi. Mattoni, finestre, una porta d’ingresso. Una casa come tante altre, elegante e vecchia, in fila con le sorelle. Poi ti avvicini. E qualcosa non torna. Le finestre sono nere. Non scure: nere. Nessuna luce dietro. Nessuna tenda. Nessuna pianta. Guardi meglio e capisci che quei vetri non hanno mai lasciato passare il sole. Sono dipinti. La casa al numero 58 di Joralemon Street non è una casa. È il respiro della metropolitana di New York. Dietro quella facciata pulita non ci sono stanze. Non c’è una famiglia, non c’è un salotto, non…

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  • Le rovine in pietra grigia del Renwick Smallpox Hospital, con le finestre gotiche vuote, sulla punta sud di Roosevelt Island a New York
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    In mezzo a un marciapiede di Greenwich Village c’è un pezzo di New York che non appartiene a New York. Un triangolo. Piccolo. Di piastrelle a mosaico. Ci passi sopra senza accorgertene, perché sta lì, incastonato nell’angolo tra Christopher Street e la Seventh Avenue. Ma se ti fermi e leggi, c’è scritto una cosa che ti spiazza. «Property of the Hess Estate which has never been dedicated for public purposes.» Proprietà della famiglia Hess. Mai ceduta al pubblico. Un pezzo di marciapiede che si proclama privato, in mezzo a una delle città pubbliche del mondo. La storia è un pugno. Siamo nel 1910. La città si allarga, la metropolitana corre,…

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  • Il soffitto celeste della Main Concourse di Grand Central Terminal, con le costellazioni dipinte in oro su fondo azzurro
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    A New York c’è un soffitto che racconta il cielo. Sta nella Main Concourse di Grand Central Terminal. Alzi gli occhi e vedi duemilacinquecento stelle, tutte in oro, su un azzurro che sembra la notte. L’ha dipinto il francese Paul César Helleu nel 1913. Bello. Perfetto. Peccato che sia al contrario. Le costellazioni sono disegnate come le vedresti da fuori universo, non da dentro. Come se qualcuno avesse tenuto in mano una foto del cielo e l’avesse rovesciata. Ancora oggi nessuno sa se fu un errore o una scelta. L’azienda ferroviaria disse che non era un errore. Non c’è da credergli fino in fondo. Ma la cosa che amo di…

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