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LA RASSEGNA STANCA – NON STAMPA – DI TONI VENTURATO

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Ha detto sì. E quel sì ha attraversato il mare.

Giorgio è uno studente di Medicina al terzo anno dell’università Kore di Enna, originario di Ragusa. Durante il tirocinio in un ospedale di Palermo ha conosciuto un bambino brasiliano di due anni, malato di leucemia. Un incontro che poteva restare uno dei tanti. Invece gli è rimasto dentro.

In famiglia, per quel bambino, non c’era nessuna compatibilità per il trapianto. Giorgio era già donatore Avis e iscritto alla donazione degli organi. Quando è arrivata la chiamata, ha detto sì.

Donare il midollo non è una passeggiata. Preparazione, dolore, possibili complicazioni, un recupero che lascia il segno. Lui non si è tirato indietro. Oggi è a casa, ancora in convalescenza, ma senza un solo rimpianto.

«Nessuna opposizione, ma convinta commozione», ha raccontato suo padre.

Il rettore della Kore, Paolo Scollo, lo ha definito un esempio di umanità. «Un segnale forte in un tempo dominato da competizione ed egoismi», ha detto. E ancora: Giorgio ha dimostrato di essere medico nell’animo, prima ancora che nel ruolo. Perché la medicina, ha aggiunto, è prima di tutto attenzione, dedizione e rispetto per la vita.

Un gesto silenzioso, lontano dai riflettori, capace di restituire fiducia nell’umanità. A migliaia di chilometri di distanza, un ragazzo ha dato a un bambino sconosciuto la possibilità di vivere. E ha dimostrato che esiste ancora una generazione capace di scegliere il bene, anche quando costa sacrificio.

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