LA RASSEGNA STANCA – NON STAMPA – DI TONI VENTURATO
LA RASSEGNA STANCA
Undicimila treni. Zero incidenti.
Lo so, sembra una di quelle storie che leggi e pensi: “ma dai, non è possibile”. Invece è successo davvero, in un paese piccolo della Svizzera, un posto che si chiama Buttes, nel cantone di Neuchâtel. Lì, da quattordici mesi, i treni regionali passano sopra dei pannelli solari infilati tra i binari. A pochi centimetri dalle ruote. E non è successo niente.
Undicimila volte. Undicimila treni che sfrecciano a novanta chilometri all’ora, decine di volte al giorno. Sotto di loro, 48 pannelli da 380 watt ciascuno, adagiati sulle traversine, bloccati da un sistema brevettato che li tiene fermi mentre i convogli passano.
Quando la startup svizzera Sun-Ways ha annunciato il progetto nell’aprile 2025, tutti hanno aspettato le foto del disastro. Perché è la prima reazione ragionevole: mettere dei pannelli solari su una linea ferroviaria attiva sembra una pazzia. In Francia avevano già provato con una strada solare, cinque milioni di euro spesi per una copertura che si è crepata e scrostata in tre anni.
Ma qui siamo in Svizzera. E le cose, lassù, le fanno in un altro modo.
Il fondatore di Sun-Ways si chiama Joseph Scuderi. A fine giugno ha raccontato a Swissinfo che l’impianto è rimasto “perfettamente stabile e sicuro” durante ogni passaggio. Nessun pannello si è mosso. Nessun conducente ha mai segnalato abbagliamenti, nonostante tutti avessero scommesso sul riverbero. Zero lamentele.
Poi c’è il dettaglio che fa la differenza: quei pannelli si tolgono. Con gli attrezzi giusti, una squadra smonta tre pannelli in dieci minuti. La manutenzione dei binari non si ferma, non si complica, non diventa un incubo burocratico. Li tiri su, lavori, li rimetti. Fine.
Oggi quel tratto di cento metri ha già prodotto 16.000 kilowattora. Poca roba, se la guardi da sola. Ma il punto non era la quantità. Il punto era dimostrare che funziona.
E adesso il telefono squilla. La Francia ha firmato un accordo di cooperazione tecnica. L’Italia sta discutendo un progetto pilota. La Corea del Sud ne ha già approvato uno. Sun-Ways ha calcolato che, se si coprisse l’intera rete ferroviaria svizzera esclusi tunnel e tratti in ombra, si potrebbero generare fino a un miliardo di kilowattora l’anno. Il 2% del fabbisogno nazionale. Con binari che esistono già.
Non serve inventare nuovi spazi. Basta usare meglio quelli che ci sono. E’ una lezione che vale per i binari e per un sacco di altre cose.
A volte l’innovazione non è costruire qualcosa di nuovo. E’ guardare quello che hai già davanti e chiederti: e se ci mettessi anche questo?
Undicimila treni. Zero incidenti. Chissà quanti altri record farà questa storia.
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