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Cosa resta dell’ultimo giorno di luce

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Ho scritto il finale de L’ultimo giorno di luce una notte, a New York. Fuori pioveva, dentro c’ero solo io e la domanda che mi ronzava in testa da mesi.

Come finisce una storia quando la luce se ne va?

Non c’è una risposta facile. C’è solo una certezza: si continua.

La mia protagonista non vince la notte. La attraversa. E quando arriva dall’altra parte, non è più la stessa persona. È qualcosa di più intero.

È quello che succede a chiunque abbia conosciuto il buio. Non si torna indietro uguali. Si torna più grandi.

Scrivo di una città che brucia e rinasce, di un mondo dove le storie sono prodotte dalle macchine, di una donna che cerca il suo posto quando tutto sembra finito.

Ma in fondo scrivo di una cosa sola: la voglia di non arrendersi.

Ogni libro è una promessa. Anche questa, anche il prossimo. Cose belle. Storie belle.

Il buio non dura per sempre. La luce, quella vera, torna quando meno te l’aspetti.

Foto: Ivana Rodriguez — Pexels

Silhouette dello skyline di New York al tramonto

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