LA RASSEGNA STANCA – NON STAMPA – DI TONI VENTURATO
LA RASSEGNA STANCA
Non c’e nessuno dall’altra parte. Eppure la gente alza la cornetta e parla.
Succede in California, a San Francisco, a Joshua Tree, sulle montagne di Idyllwild. Succede in Giappone, a Otsuchi, da quindici anni. Succede in un numero sempre piu grande di posti nel mondo. Una cabina telefonica, un vecchio telefono rotante, nessun filo collegato. Si chiamano wind phone, telefoni del vento. Sono apparecchi scollegati, volutamente muti, installati in giardini, parchi, spiagge. E chi ha perso qualcuno prende la cornetta e chiama.
La prima cabina l’ha costruita nel 2010 un giardiniere giapponese, Itaru Sasaki, dopo la morte di suo cugino per cancro. “I miei pensieri non potevano essere trasmessi da una linea telefonica normale”, ha detto. “Volevo che fossero portati via dal vento”. Un anno dopo lo tsunami del 2011 uccise oltre quindicimila persone nella regione di Tohoku. Sasaki apri il suo telefono a tutti. E la gente comincio ad arrivare.
Da li l’idea ha viaggiato. Negli Stati Uniti oggi ce ne sono decine. A San Francisco, sull’Ocean Beach, un progetto artistico chiamato Ocean Calling ha installato una cabina sulla spiaggia. Le persone arrivano, sollevano la cornetta e parlano con chi non c’e piu. Dicono cose che non hanno avuto il tempo di dire. Chiedono scusa. Si ricordano. Piangono. Non c’e voce dall’altra parte, ma per molti e la prima volta che riescono a pronunciare quelle parole ad alta voce.
Colin Campbell e sua moglie Gail hanno perso due figli in un incidente stradale. Ruby aveva diciassette anni, Hart quattordici. Hanno costruito un wind phone nel deserto di Joshua Tree. “Ho usato per primo il telefono per chiamare i miei bambini”, ha detto Colin. “E stato cosi intimo. Le parole sono venute facilmente”.
A Idyllwild, un reduce del Vietnam due volte vedovo ha fissato una cornetta a un pino. Ci ha messo accanto una panca fatta a mano. Al tramonto il sole filtra tra gli alberi e scalda la panca. Lui dice che e un posto per esprimere quello che non hai altro posto per dire.
Non c’e niente di religioso, in questi telefoni. Non c’e rito, non c’e mediazione. C’e solo una persona, una cornetta, e il vento. E la necessita, antica quanto l’uomo, di parlare a chi non puo piu sentirci.
Forse e questo il punto. Che quel telefono non funziona, ma funziona lo stesso. Perche a volte l’unico modo per dire addio e far finta che dall’altra parte qualcuno ascolti ancora. Anche se il filo non c’e. Anche se l’unica risposta e il silenzio, e il vento che lo porta via.
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