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LA RASSEGNA STANCA – NON STAMPA – DI TONI VENTURATO

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Ventitré studenti, un anno di lavoro, e la prima ambulanza al mondo che non ha bisogno di benzina.

Si chiama Stella Juva. L’hanno costruita al Solar Team Eindhoven, il gruppo dell’Università Tecnica dei Paesi Bassi. Pannelli solari sul tetto, una batteria da 50 chilowattora, fino a 715 chilometri di autonomia in una giornata di sole. A bordo c’è tutto quello che serve per curare: defibrillatore, ecografo, kit per prelievi e vaccini.

Ma la parte bella non è la tecnologia. È quello che hanno deciso di farci.

Le ambulanze normali portano i malati in ospedale. Stella Juva fa il contrario: porta l’ospedale dove gli ospedali non arrivano. Nelle zone più remote, dove le strade sono dissestate, dove il carburante è un lusso e l’elettricità non esiste. Per questo hanno lavorato insieme ad Amref Health Africa, l’organizzazione che da quasi settant’anni porta la sanità in Africa.

In questo agosto la stanno portando in Kenya, nei posti dove dovrà lavorare davvero. Simuleranno interventi su pazienti con la tubercolosi, percorreranno centinaia di chilometri spinti soltanto dal sole. «Per milioni di persone una buona assistenza sanitaria rimane un miraggio», dicono da Amref. «L’accesso alle cure non dovrebbe dipendere dalla presenza di elettricità o di carburante».

Il capo del team ha ventun anni e studia ingegneria biomedica. «Se ventitré studenti sono riusciti a realizzare questo progetto in un solo anno», dice Yarno Basten, responsabile delle partnership, «immaginate cosa sia possibile fare quando l’industria tecnologica e il terzo settore collaborano».

Stella Juva, in latino, significa stella che aiuta. In queste settimane, mentre leggiamo queste righe, quella stella sta percorrendo le strade del Kenya spinta soltanto dal sole, con a bordo defibrillatori, vaccini e la speranza di chi non ha mai avuto un ospedale vicino. Ventitré studenti hanno costruito un’ambulanza che non chiede nulla, se non un po’ di luce.

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