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LA RASSEGNA STANCA – NON STAMPA – DI TONI VENTURATO

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LA RASSEGNA STANCA

C’è una ragazza in Ohio che alle cinque del mattino era già in sella alla sua bici.

Ventidue miglia. Ogni giorno. Con la pioggia, con il freddo, con quel sonno addosso che a diciott’anni pesa come un macigno. Patience Kenimond non aveva una macchina, non aveva un passaggio, non aveva nessuno che la portasse a scuola. Aveva una bicicletta e una promessa che si era fatta da sola: l’istruzione è l’unica scorciatoia per uscire da dove sei.

La sua famiglia era stata senza casa. Lei aveva cambiato scuola così tante volte da convincersi che studiare non servisse a niente. Poi aveva trovato un tetto stabile e una decisione: essere la prima della classe. Ci è riuscita. Seconda su 194 studenti, media del 4.35. Ma il bello non è solo quello.

Quando il giornale locale ha raccontato la sua storia — i 22 miglia in bici, il risveglio alle 5, la determinazione — due sconosciuti hanno chiamato la redazione. Una signora di 82 anni ha detto: “Non riuscivo a dormire pensando a lei”. Le ha dato 1.000 dollari. Un uomo di 73, ex bancario, gliene ha dati altri 400 dopo averle chiesto se avesse un budget. Patience gliel’ha mostrato: dettagliato, perfetto. “Non molti ragazzi pensano in questo modo”, ha commentato lui.

Adesso Patience partirà per l’Università di Toledo. Studierà chimica farmaceutica per inventare nuovi farmaci contro l’epilessia — il male che accompagna suo fratello e il suo ragazzo. Ha borse di studio che coprono retta e alloggio. Quei soldi in più, quelli degli sconosciuti, andranno per i libri. E lavorerà come cameriera per arrotondare.

Ma c’è un’altra parte della storia che resta addosso. Patience ha detto che un giorno, quando potrà, creerà una borsa di studio da 7.000 dollari per studenti che — come lei — non hanno un mezzo per arrivare a scuola. Perché, dice, “le persone hanno bisogno di aiuto, e io voglio esserci per loro”.

A 18 anni, dopo una vita così, il suo pensiero non è “ce l’ho fatta”. È “adesso aiuto gli altri”.

C’è chi aspetta che la vita gli regali qualcosa. E c’è chi alle cinque del mattino pedala per andarsela a prendere.

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