Brooklyn ti prende a schiaffi di bellezza
Torno sempre a Brooklyn.
Non perché sia comodo. Non perché sia facile.
Perché è vero.
Manhattan ti guarda dall’alto. Ti misura. Ti giudica con i suoi grattacieli che non chiedono scusa.
Brooklyn no. Brooklyn ti cammina accanto. Ti prende a schiaffi di bellezza e non ti chiede nulla in cambio.
Il ponte. Quel ponte. Lo attraversi e ogni volta è la prima volta.
I cavi d’acciaio, il legno sotto i piedi, il vento che arriva dall’East River e ti ricorda che sei vivo.
E poi il tramonto. Quando il cielo si accende e la città diventa un quadro. Un quadro che nessuno può comprare.
Punto.
Non serve altro. Non servono parole in più.
New York è questo. Una città che ti spezza e ti ricompone. Una città che non promette niente e ti dà tutto.
Ed è severamente vietato dire: non ce la faccio.
Cose belle. Storie belle.
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