La casa dove Washington dormì e Aaron Burr si sposò a settantasette anni
Il 3 luglio 1833, nel salotto di una casa a Washington Heights, un uomo di settantasette anni si sposa con una vedova che di anni ne ha poco meno.
Lui si chiama Aaron Burr. È stato vicepresidente degli Stati Uniti. Ha ucciso Alexander Hamilton in duello.
Lei si chiama Eliza Jumel. Ed è lei, tra i due, quella che fa più paura.
La casa è la Morris–Jumel Mansion. Al 65 di Jumel Terrace. È la casa più antica ancora in piedi a Manhattan.
La costruisce nel 1765 un ufficiale britannico, Roger Morris, su una collina con vista su quattro direzioni. Quercia presa dal bosco vicino, tirata su dai buoi.
Dieci anni dopo scoppia la guerra. I Morris sono lealisti. Se ne vanno.
Nel settembre 1776 arriva George Washington, che cerca un punto alto da cui vedere il nemico. Ci resta un mese. Da quel balcone, dicono, guarda bruciare la città.
Poi tocca agli inglesi. Poi agli Assiani. Poi la casa viene confiscata, e per un paio d’anni diventa una locanda: la prima che incontri uscendo da New York sulla strada per Albany.
Nel 1810 la compra un mercante di vino francese, Stephen Jumel. Diecimila dollari.
Dietro l’acquisto c’è la moglie. Eliza è nata poverissima. Vuole entrare nella buona società, e la buona società di New York non la vuole.
Lui rifà la casa. Entrata in stile federale, interni in stile impero. E la presenta pubblicamente come un regalo per lei.
Funziona a metà. Gli ospiti arrivano. L’accettazione no.
Nel 1832 Stephen muore, dopo un incidente con la carrozza. Si dice che sia caduto su un forcone. Si dice, appunto.
L’anno dopo Eliza sposa Burr. Ma dopo pochi mesi chiede il divorzio. Le carte arrivano nel 1836, mesi prima della morte di lui.
Poi c’è la vecchiaia. Gli ultimi anni di Eliza li racconta chi li ha visti: un vestito a brandelli, una casa che si sgretola, ospiti immaginari serviti a tavola.
Muore nel 1865. Da allora, per mezza New York, nella casa c’è lei. Fantasma o no, di certo è ancora la padrona.
Gli storici distinguono. Che Washington sia stato lì è un fatto. Che Eliza abbia fatto cadere il marito, una voce.
Il resto è una collina con una casa di legno bianca, in un parco da un acro e mezzo. È quel che resta di una tenuta di cinquantatré ettari.
Dal 1903 è della città. Dal 1907 è un museo.
Una casa che ha ospitato un generale, due eserciti nemici e un vicepresidente.
E ha avuto per padrona una donna che non ha chiesto il permesso a nessuno.
Cose belle. Storie belle. 🗽
Foto: Beyond My Ken — Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)



