Il porto sicuro che un capitano lasciò ai marinai vecchi
Un capitano muore nel 1801 e lascia scritto dove devono andare a finire i marinai vecchi.
Non in mezzo a una strada. In una casa.
Si chiamava Robert Richard Randall. Capitano di mare, soldato della Rivoluzione. Aveva una tenuta di ventuno acri nel posto che oggi chiamiamo Greenwich Village.
Nel testamento la destina a «vecchi marinai, malandati e consumati». Parole sue. E dà un nome alla casa che immagina: Sailors’ Snug Harbor. Il porto sicuro dei marinai.
Siamo in un’America senza pensioni. Un marinaio non ha niente. Finisce di lavorare quando il corpo si ferma, e poi si vedrà.
Il testamento, però, non basta. Passano trent’anni di cause. Un parente della Nuova Scozia si dice erede e la faccenda arriva fino alla Corte Suprema. Vincono i fiduciari.
Nel frattempo Manhattan è salita a nord e la campagna è sparita. Quel terreno vale ormai troppo per ospitare dei vecchi lupi di mare.
Allora i fiduciari fanno un conto. Il terreno lo affittano. Il ricavo serve a mantenere i marinai altrove.
Altrove è Staten Island. Centotrenta acri sopra il Kill Van Kull, comprati nel 1831.
Nel 1833 apre il primo edificio. Trentasette marinai. Una facciata greca, colonne bianche, davanti al mare.
Per essere ammessi servono dieci anni su una nave straniera o cinque su una americana. E almeno sessant’anni, salvo invalidità.
Il personale li chiama tutti «capitano». Anche chi in vita sua non ha comandato nemmeno un gozzo.
Fuori li chiamano «snugs».
Ricevono due vestiti l’anno. Tabacco. Una razione di liquore. Non possono lavorare fuori dal complesso. Coltivano tabacco e assenzio, costruiscono modellini di navi, giocano a cribbage e a biliardo.
Nel 1867 arriva un nuovo governatore. Un vecchio capitano di nome Thomas Melville.
Il fratello di Herman. Quello di Moby Dick.
Intorno al 1900 gli ospiti sono circa mille. Camere da uno a cinque letti. Una fattoria, una centrale elettrica, un teatro, una chiesa, un cimitero.
Per il centenario del complesso, nel 1934, i marinai passati di lì erano stati 9.200.
Poi qualcosa cambia. Arriva la previdenza sociale. I marinai diventano meno, i vecchi di mare con loro.
Il lascito si era retto per un secolo sui terreni di Manhattan. Pensate dove stavano: dove oggi ci sono i palazzi della New York University e Washington Mews. Un capitano ha pagato la vecchiaia di migliaia di uomini con un angolo di Greenwich Village.
Oggi quel complesso è un centro culturale con un giardino botanico. Gli edifici greci fanno ancora guardia al mare. Sono cinque, uno accanto all’altro. Si chiamano Temple Row.
Si prende il traghetto. Dieci minuti dopo si è davanti a una facciata del 1833 con le colonne e il porto alle spalle.
Io amo le storie così.
Un uomo che a fine vita guarda avanti e scrive il nome di un posto dove nessuno resta solo.
Cose belle. Storie belle.
Foto: Bmzuckerman — Wikimedia Commons (CC BY 4.0)



