I giorni di nebbia: perché ho scritto ‘È severamente vietato dire non ce la faccio’
Ci sono giorni in cui ti svegli e non vedi la strada. Non davanti a te: dentro di te. La chiami stanchezza, o sfortuna, o “un brutto periodo”. Ma sai che è qualcos’altro. È una nebbia che ti si è posata nel petto e ti convince, ogni mattina, che non ce la farai.
Ho scritto È severamente vietato dire non ce la faccio per quei giorni. Non per i giorni luminosi, quelli in cui tutto sembra possibile. Per gli altri. Quelli in cui alzarsi dal letto è già una vittoria.
Non è un libro motivazionale
Lo dico subito: non è un testo motivazionale. Non troverete frasi incoraggianti a effetto, non troverete la formula magica per la felicità. È un manuale di sopravvivenza per i giorni di nebbia. Nasce dagli incontri con migliaia di persone in giro per l’Italia. Gente comune che, nel proprio giorno di nebbia, ha scelto di non arrendersi.
Persone che mi venivano incontro dopo una conferenza, che mi scrivevano su Instagram, che mi fermavano per strada. Tutte con la stessa domanda negli occhi: come fai ad andare avanti?
La mia risposta
La mia risposta è semplice e brutale: non lo so. Non so come faccio ad andare avanti. So solo che lo faccio. Ogni giorno. Con la nebbia dentro, con la sedia a rotelle che cambia tutto, con un corpo che non risponde come vorrei. Ma vado avanti.
Non perché sono forte. Ma perché mi sono fermato troppo tempo, e ho scoperto che fermarsi fa più male di andare avanti.
In queste pagine ho messo quello che ho imparato. Non da un manuale, non da un guru. Dalla vita. Dalle cadute. Dalle volte in cui ho detto “non ce la faccio” e poi ho scoperto che era vietato dirlo — non perché qualcuno me lo proibisse, ma perché la vita non ti dà il permesso di arrenderti.
Se siete in un giorno di nebbia, questo libro è per voi. Non vi tirerà fuori. Ma vi farà compagnia finché la nebbia non si alza.
Lo trovate su Amazon: È severamente vietato dire non ce la faccio
Toni Venturato

