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LA RASSEGNA STANCA – NON STAMPA – DI TONI VENTURATO

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LA RASSEGNA STANCA

C’è una storia che arriva dal mondiale in America, e ha il sapore di quelle favole che non ti aspetti. Protagonista: Capo Verde, dieci isole nell’oceano Atlantico, mezzo milione di abitanti. Per farsi un’idea: meno di quanti vivono a Bologna e dintorni.

Nessuno li aveva mai visti a un mondiale. Esordio assoluto, nel gruppo con Spagna, Uruguay e Arabia Saudita. Roba da incubo per una nazionale al primo giro. E invece gli Squali Azzurri hanno fatto quello che nessuna squadra così piccola aveva mai fatto: hanno chiuso il girone al secondo posto e stasera giocano gli ottavi contro l’Argentina campione del mondo.

Contro la Spagna, i favoriti, hanno pareggiato 0-0 con un portiere di quarant’anni, Vozinha, capace di sette parate in una partita sola. I numeri dicono che hanno concesso un solo fallo in tutta la gara contro gli spagnoli: il dato più basso registrato in un match mondiale dal 1966. Poi hanno messo paura anche all’Uruguay, due volte campione del mondo, fermandolo sul 2-2. Pareggio a zero anche contro l’Arabia Saudita. Non hanno vinto una partita e sono passati lo stesso, perché a volte non serve strafare: serve essere compatti, disciplinati, crederci davvero.

Il momento più bello è stato subito dopo il fischio finale contro l’Arabia. I giocatori si sono accucciati in cerchio sul campo di Houston con un cellulare acceso, a guardare gli ultimi minuti di Spagna-Uruguay. Quando il risultato ha certificato la qualificazione, Houston è esplosa. Lacrime di gioia in campo e sugli spalti. Il telefono di un compagno per scoprire il destino: sembra uscito da un film, ed è tutto vero.

La storia di Capo Verde è fatta di dettagli incredibili. Il difensore centrale, Roberto Lopes, è stato scovato su LinkedIn. Il portiere Vozinha è passato da 500.000 a 17,4 milioni di follower su Instagram in tre partite. Sei giocatori della rosa nascono a Rotterdam, figli della diaspora capoverdiana in Olanda. L’allenatore Bubista è in panchina dal 2020 e l’anno scorso è stato nominato miglior tecnico d’Africa. Loro dicono una cosa semplice: “Niente è impossibile”.

Stasera, a Miami, se la giocano con Messi e l’Argentina. Che vincano o che perdano, hanno già scritto la pagina più bella della loro storia. E hanno dimostrato una cosa che fa bene ricordare: le dimensioni di un paese non contano. Conta quello che hai dentro.

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