LA RASSEGNA STANCA – NON STAMPA – DI TONI VENTURATO
LA RASSEGNA STANCA
Il cibo che mangi oggi può decidere la testa che avrai domani.
Non è una frase fatta. È uno studio firmato Karolinska Institutet di Stoccolma, pubblicato su JAMA Network Open, e parla di una cosa semplice eppure enorme: quello che mettiamo nel piatto può abbassare il rischio di demenza fino al 30%. Anche se hai già marcatori biologici che ti dicono “attento, sei a rischio”.
Hanno seguito quasi 1.900 persone over 60 per quindici anni. Hanno misurato quello che mangiavano, hanno analizzato i loro biomarcatori. E hanno scoperto che chi seguiva una dieta antinfiammatoria — tanta frutta e verdura, tè e caffè, pochi cereali raffinati, poca carne rossa e lavorata, pochi zuccheri — aveva un rischio molto più basso di sviluppare demenza. Fino a un terzo in meno.
La parte più bella è questa: le persone che avevano già i segni nel sangue, quelli che dicono “qui il rischio è alto”, sono state proprio quelle a beneficiare di più del cambio di alimentazione.
Come se il corpo dicesse: non è troppo tardi. Puoi ancora fare qualcosa.
Certo, è uno studio osservazionale, non prova al 100% che sia la dieta a fare la differenza. Ma gli stessi ricercatori ci hanno lavorato sopra per anni, con altre ricerche, e il risultato torna sempre. Mangiare meglio aiuta il cervello. Punto.
Il corpo è una macchina perfetta, ma va alimentata bene. Investire in salute non è una spesa. È il miglior regalo che puoi fare a te stesso.
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