Due ritagli, una vita
Nel mio ufficio ci sono due ritagli di giornale appesi alla parete. Uno parla di me in italiano. L’altro mi racconta in inglese, da New York.

Due pezzi della mia vita. Uno di qua, uno dall’altra parte dell’oceano.
Il primo e uscito su un giornale locale. Il titolo dice: “Toni Venturato e diventato un modello di coraggio”. Era il 2012, settembre. Un incidente in moto, una lesione al midollo spinale. I medici non sapevano se avrei camminato ancora. Le gambe non le sentivo piu.
Ma qualcosa dentro di me non ha mai smesso di muoversi.
Quando Raffaella andava al lavoro, io restavo solo. E provavo ad alzarmi. Provavo a muovere le gambe che non sentivo. Ci provavo ogni giorno, senza false speranze ma senza arrendermi. Con la tenacia di chi non ha alternative: o ti rialzi o smetti di vivere.
E mi sono rialzato.
Ho corso maratone. I miei figli mi accompagnano negli allenamenti. Le gambe non le sento, ma le muovo. E corrono. Veloci.
Poi un giorno, a New York, qualcuno ha scritto un altro articolo su di me. Stessa storia, stessa ostinazione, ma raccontata con le parole di un altro mondo. Due ritagli, due lingue, una sola verita: non mollare mai. “Never Give Up” e da lì è nato tutto.
In certe giornate, con le notizie della vita che non ti danno tregua e arrivano dirette, il meteo che opprime, qualche acciacco di troppo che si fa sentire, io li guardo. Quei due ritagli. E mi ricordano chi sono.
Ringrazio e sorrido alla vita per quello che mi ha dato, non per ciò che mi ha tolto. E per le persone che mi ha fatto incontrare lungo questo meraviglioso sentiero.
Siate positivi. W la vita.
