Bone Jovi, il gatto che fa la guardia alle ossa a Brooklyn
Qualunque cosa vi aspettiate visitando un museo dedicato alle ossa umane a Brooklyn, non vi aspettate un gatto. E invece eccolo lì, fermo sulla sedia della reception, con un minuscolo teschio all’uncinetto come coperta e l’aria di chi ha appena finito il turno e non ha nessuna intenzione di muoversi.
Si chiama Bone Jovi. È un tuxedo cat bianco e nero, venuto in città da un rifugio in Georgia, e da giugno del 2025 è ufficialmente l’Head of Security del Bone Museum di Brooklyn. Il museo, fondato da Jon Ferry e noto per la sua collezione di scheletri e reperti anatomici, aveva una tradizione: avere un gatto residente. Il precedente aveva lasciato un vuoto. Lo staff cercava un successore con il temperamento giusto: calmo, curioso, a suo agio tra le ossa.
Bone Jovi era tutte queste cose. Arrivato al Best Friends Lifesaving Center di New York dopo un viaggio di 1.400 chilometri da Atlanta, si era fatto notare per la sua natura equilibrata e affettuosa. Quando il museo ha ospitato un evento di adozione, il collegamento è stato immediato. Lo staff lo ha fatto esplorare gli spazi, annusare le vetrine, familiarizzare con i teschi. Bone Jovi non ha battuto ciglio.
Oggi il suo regno è tutto il primo piano. Dorme sulla sedia all’ingresso, riceve coccole dai visititori, supervisiona le visite guidate con l’aria distratta di chi ha già visto tutto. I suoi preferiti sono i bambini, che lo cercano subito dopo essere entrati. Il museo ha una regola non scritta: se non trovate Bone Jovi all’ingresso, cercatelo vicino allo scheletro più grande.
La sua storia ha conquistato il web. Migliaia di follower su Instagram, articoli sui quotidiani, visitatori che entrano nel museo solo per farsi una foto con lui. Ma Bone Jovi, com’è nel carattere dei gatti, non sembra curarsene. Lui è lì per il cibo, le coccole e la sedia morbida. Il resto è contorno.
Il Bone Museum ha trovato in lui più di un mascot. Ha trovato un ponte tra la scienza e le persone: chi entra per curiosità macabra esce con la storia di un gatto salvato dalla Georgia che ha trovato casa tra le ossa di Brooklyn. Bone Jovi non lo sa, ma è la prova vivente che a volte i luoghi più inaspettati nascondono le storie più tenere.
Se passate da Brooklyn, andate a trovarlo. Portategli un regalino, fategli due carezze e ditegli che siete venuti fin lì per lui. Bone Jovi vi guarderà con i suoi occhi verdi, sbadiglierà, e tornerà a dormire. Perché è questo che fanno i gatti che hanno trovato il loro posto nel mondo: se lo godono, senza fretta.


